educazione finanziaria italia analisi 2019

Educazione Finanziaria_gli italiani risparmiano più della media europea ma hanno poca fiducia nei confronti del futuro

Il rapporto di Intrum Italy European Consumer Payment Report 2019 pubblicato nel mese di novembre descrive una Italia di consumatori che risparmiano parte del loro stipendio ogni mese (84%). Un risultato di valore se si pensa che la media europea è pari al 75%. Gli italiani risultano però non fiduciosi nei confronti del proprio futuro infatti il 40% teme che non si potrà permettere una pensione adeguata.

Il Campione:

le risposte da cui emergono i dati riportati in questo articolo si riferiscono ad un campione di 24.000 consumatori in 24 paesi europei di cui oltre 1.000 in Italia.

La definizione ECPR di benessere finanziario:

il benessere finanziario è “la sicurezza finanziaria che consente di soddisfare le esigenze di spesa quotidiane ed avere il controllo delle proprie finanze”. La definizione si basa su quattro parametri:

  • la capacità di pagare le bollette in tempo e la percentuale di stipendio ancora disponibile a pagamento effettuato;
  • la libertà di credito che misura il livello di indebitamento;
  • il livello di risparmio mensile per far fronte ad un evento imprevisto e futuro;
  • la cultura finanziaria intesa come capacità di comprensione di concetti di base e di elaborazione di concetti complessi.

Ambiti di eccellenza e di miglioramento:

L’84% degli italiani intervistati è in grado di risparmiare ogni mese. Un dato questo relativo al risparmi che ci colloca al di sopra della media europea attestata sul 75%. L’ambito in cui l’Italia ottiene un punteggio più basso è quello relativo alla cultura finanziaria. Per alfabetizzazione finanziaria nel report 2019 siamo al 16° posto su 24. Un bisogno che è ben chiaro agli intervistati che nel 75% dei casi chiedono alle scuole un maggiore impegno in ambito di educazione finanziaria.

Educazione finanziaria:

La cultura finanziaria in Italia inizia in ambito familiare: con il 53% dei genitori che ricoprono il ruolo di primi maestri di Educazione Finanziaria, segue l’istituzione scolastica col 39% e la banca (30%). L’impegno della famiglia, già emerso nella ricerca 2018, si conferma preponderante ma crescono le aspettative nei confronti degli strumenti di comunicazione più moderni che ricoprono ancora un ruolo marginale (i social media al 6% segnalano un ambito in cui il margine di crescita è ancora molto amplio).

Per approfondimenti vogliamo segnalare la fonte principale dei contenuti di questo articolo: Italy European Consumer Payment Report 2019, pubblicazione novembre 2019.

 

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